I piloti pratesi nella Coppa Toscana

Negli anni cinquanta vi furono alcuni piloti Pratesi, per lo più gentlemen-drivers, che si cimentarono con passione e qualche risultato in varie corse dell’epoca.

La Mille Miglia fu ovviamente la corsa più ambita per molti di loro, altri invece parteciparono anche a competizioni a carattere locale, ma non per questo meno famose. Tra queste sicuramente la più importante è stata la Coppa Toscana, che si corse per la prima volta nel 1949.

Testimone privilegiato, in quanto presente a ben tre edizioni della corsa, è stato sicuramente Amos Cecchi.

Attualmente Amos vive negli Stati Uniti, ma di buon grado ci ha inviato alcuni ricordi del suo passato sportivo. Va detto che Amos, insieme ad alcuni altri piloti Pratesi, andava molto bene in macchina, nonostante gli scarsi mezzi a disposizione. Una penuria questa che affliggeva moltissimi appassionati di allora e che forse ha impedito a qualche talento di venire allo scoperto.

Ma la passione per l’automobile e per la velocità ebbe il sopravvento su tutto e non impedì certo a questi autentici sportivi di correre e togliersi anche qualche soddisfazione.

Amos Cecchi partecipò per la prima volta alla Coppa Toscana nel 1950 in coppia con Felice Guarducci al volante di Una Fiat 500 di proprietà di Felice.

L’esordio non fu molto fortunato in quanto a Montefiascone uscirono di strada su una delle più brutte curve d’Italia (nota di Amos stesso).

Gli sfortunati piloti ricevettero le prime cure in Ospedale dalle monache per fare poi ritorno a casa in treno. La foto che accompagna queste note può considerarsi a suo modo un documento eccezionale, in quanto coglie il momento dell’incidente restituendoci in pieno l’emozione e la concitazione dell’ evento.

Nel 1952 sempre su Fiat 500 con Beppino Valaperti, finirono dodicesimi.

Per la cronaca Amos, che guidò nel tratto tra Arezzo e Firenze, stabilì il secondo miglior tempo di classe.

 

L’anno più importante fu comunque il 1953. Amos si presenta al via a bordo di una Fiat 1100/103 del nonno, al suo fianco Giorgio Cecchi, detto “lucertola” così chiamato per via della sua perenne agitazione.

Riporto di seguito le stesse parole usate da Amos Cecchi per descrivere la sua avventura, parole che ci danno il senso dell’ impegno profuso e della grande passione che animava questi piloti:

…..” Sulla 1100 del nonno, in coppia con Giorgio Cecchi, ma guidai sempre io. Partimmo da Livorno e arrivammo terzi a Livorno, un paio di minuti dietro al vincitore (di classe, n.d.r.). Si consumò più benzina del previsto sulle strade bagnate giù per la Maremma risalendo verso Siena. Passammo secondi a Lucca e primi a Massarosa (dopo il Quiesa) ed eravamo già annunziati in testa alle porte di Livorno quando ad una curva secca, vicino al camposanto, il motore sfarfallò, a secco di benzina. Sapevo naturalmente che la benzina era agli sgoccioli ma tentai la fortuna senza fermare, pressati come si era di secondi o frazioni di minuti. Questo successe a circa un chilometro ed un paio di curve strette cittadine prima dell’arrivo all’Ardenza Mare. Se fossimo stati in rettilineo forse avremmo raggiunto in folle il traguardo senza spingere. Si dovette trovare un po’ di benzina ad un distributore vicino, ma ci volle tempo prezioso a far ripartire il motore (pompa vuota, surriscaldamento, ecc.). Ricordo che arrivai quasi in lacrime. (Ma saremmo stati comunque primi se ci fossimo fermati prima ad un rifornimento?). Questa fu una bella corsa che ricordo volentieri…..

 

Questa importante testimonianza è il contributo che Prato ha dato alla bella, ma purtroppo breve storia della Coppa Toscana.

Amos Cecchi è sempre in contatto con noi ed in particolare con suo nipote Piero Rosati, socio del nostro club.

Il materiale ed il testo ci sono stati messi a disposizione dal nostro socio Marco Milanesi.

La Nostra Coppa Toscana: i piloti pratesi ultima modifica: 2017-02-25T09:31:38+00:00 da Ruote Classiche Prato

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