Parata Mugello Storico 2009
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13 Giu 2009

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Parata Mugello Storico 2009

Con il Drago

ore 9,30 appuntamento piazza del Comune di Firenzuola.
ore 9,28 squilla il cellulare: “Tiziano in sono qui in piazza del Comune davanti alla torre, ma non c’e’ anima viva ! dove siete ?”
attimo di smarrimento, poi intuisco. “Sandro sei a Scarperia !?” e lui, “certo, sono dove era la partenza e l’arrivo del nostro stradale”! ineccepibile, la storia non si cancella.
In breve e’ a Firenzuola e come nel suo stile arriva con la consueta discrezione, un abbraccio, due saluti ed in breve comincia il capannello di appassionati che certo non hanno dimenticato chi ha scritto la storia di questo tracciato.
Ad attenderlo in un angolo, il primo amore: la Fulvia HF Fanalone, in versione stradale, messa a disposizione da un puro lancista; Sandro Carrara. Sara’ insieme a lei l’apripista della parata ed io al suo fianco, un sogno oggi realtà.
Ci schieriamo pronti per un viaggio indietro nel tempo, l’unico problema gli attacchi delle cinture, ma ci adattiamo.

“Incredibile con che auto facevamo queste gare !”, il primo commento. “grazie dell’invito e’ tanti anni che non torno su queste strade stupende”. Senza indugi entriamo nel primo tratto impegnativo e spettacolare, “la casetta” e le emozioni si fanno forti.
La facilita’ e l’eleganza della guida sono disarmanti. Subito i primi spettatori si accorgono che alla guida c’e’ Munari e le manifestazioni d’affetto sono evidenti. Qualcuno si porta ai bordi della strada sbracciandosi !
Il pluri campione mondiale di rally piu’ che impostare, disegna le traiettorie, anche se la condotta non e’ da “tempo sul giro” è evidente la determinazione. La serie di “esse” del falsopiano sono affrontate praticamente in pieno, la sensazione e’ di essere con le ruote assolutamente nel punto giusto al momento giusto, così come l’uscita.
In breve mi trovo da navigatore a passeggero, semplicemente perche’ il “drago” ha aperto il suo roadbook e anticipando come si fa leggendo le note, comincia a “raccontarmi” il suo Mugello. in pratica a giro completato mi ha descritto con dovizia di particolari il 70-80% dello storico stradale. Incredibile. “quale era il tuo criterio per segnare il tracciato”, risposta: “rilevavo i punti più critici, dando importanza a quei riferimenti più evidenti, il resto lo faceva la mia memoria visiva”. Semplice no?

“Guarda alla traversa dopo questa esse sulla destra c’era una buona trattoria, chissa’ se c’è ancora”, regolarmente la lasciamo alla nostra destra. in prossimità della futa lo avverto che stanno ultimando dei lavori di una rotonda; “cosa !!??”
Si hanno distrutto un simbolo, prima delle “1000 Miglia” e poi del “Mugello”, con il rialzamento della sede stradale hanno poi di fatto dimezzato il mitico muro con la targa di Clemente Biondetti. “Ma sono matti, a chi e’ venuto in mente tutto questo scempio ?” lasciamo stare.
Tornando alla poesia, inizia la discesa con i tornanti fino a S. Lucia, prima dell’abitato gli racconto il ricordo indelebile, vissuto da spettatore ai bordi del curvone sinistro, “quello che chiude al centro” gia’. “Ma come facevi per otto giri a mettere le ruote (tre, perchè una delle posteriori era sempre sospesa di 20 cm. da terra!) regolarmente nello stesso punto ?”.
“I miei riferimenti erano precisi: la fine del muretto, l’inizio della zanella, l’albero, il resto lo faceva la “fulvietta”, già la mitica Lancia che da questo tratto in poi diventava la “fulviona”. ” Vedi, avendo pochi cavalli nei confronti degli avversari (compreso le sport !), l’unica possibilità era combattere in discesa”. facile a dire un po’ meno nel concreto e così inizia il bello.
Il nastro d’asfalto passa sotto di noi, come se fossimo sospesi, i movimenti del pilota, si fanno più leggeri e decisi, ho la netta impressione di vivere un momento irripetibile, dove la velocità è domata al meglio con il mezzo meccanico.
Un’occhio alla strada l’altro a Sandro: uno spettacolo difficile da dimenticare e riuscire a trasmettere.
In località le Maschere: “ecco dopo questo allungo, inizia una destra meno, dove all’interno c’è lo spigolo di una casa, cercavo di mirarlo (!) per uscire in pieno e trovarmi subito nella giusta linea per la successiva sinistra”. Tutto vero.
Montecarelli, “stai attento tra un po’ dopo una destra veloce c’è un rettilineo con un dosso che facevo in decollo, nonostante il motore anteriore (come alcune foto testimoniano). tutto vero! arriviamo al Bilancino, “la strada che facevamo dovrebbe essere sotto l’acqua….” si. “quindi poi il tratto diritto che facevamo in pieno, io a….soli 185 km. prima di arrivare alla sinistra provavo i freni. qualcuno è finito nell’aia del contadino”. All’inizio di Scarperia altro scempio, un’altra rotonda ha cancellato “uno dei punti più difficili, una destra in contropendenza che finiva su di un ponte”, vero (solo il ponte).
Entrati in Scarperia, facciamo un riordino dove era il cuore del Mugello: box, partenza, arrivo. oggi un desolante parcheggio.
Qui un’altra immagine dell’uomo Munari. quando decidiamo di ripartire c’è da mettere in moto a spinta la vettura di un partecipante e, chi ti vedo dietro l’auto, già pronto a spingere: Sandro Munari (che da anche consigli). Senza parole !
Di nuovo in macchina direzione Passo del Giogo, “era un patire questo tratto, la scarsa potenza penalizzava tutti i miei sforzi, non vedevo l’ora di arrivare al passo – anch’io – ecco da qui in poi costruivo il mio vantaggio”.
Come un tacito accordo per alcuni momenti il silenzio nell’abitacolo viene rotto solo dal fruscio dell’aria e dallo stridio delle gomme, i tratti a vista sono praticamente fatti in pieno, in scioltezza, una semplice goduria che avrei voluto non finisse mai.
“Adesso arriviamo a Barco quel muretto della casa mi faceva da riferimento per impostare la esse successiva”, gia’ e poco dopo, “questo tratto è simile alla Targa Florio dove una mucca scendendo da un pendio mi attraversò la strada. La presi in pieno. anche il contadino mi voleva prendere in pieno, ma con la lupara. Ci volle i buoni uffici di Florio (Cesare) ed una lauta compensa stabilita dal giudice dopo un processo velocissimo. Queste erano le gare, l’imprevisto era l’ordinario” !
“Tra un po’ Rifredo anche qui ricordo…………….a ecco il cancello, poi l’albero e giù in quella destra stretta……………..”.
tutto assolutamente vero e così tutto d’un fiato fino a Firenzuola. Splendido.

Tra una nota e l’altra sempre la cordialità e la signorilità nella conversazione che lo distingue; la sua amicizia mi onora.
Un regalo grande ricevuto da questo “signore del volante”, che è entrato nella leggenda di queste strade e non solo.
Poco dopo al ristorante, al tavolo insieme a noi due, l’amico Roberto Benelli, pranzo molto frugale, l’argomento della conversazione: la caccia. “Robertino” invita Sandro nella sua tenuta nell’Aretino, “sai ho quasi 120 km. di strade sterrate……………”,
Un attimo di silenzio e di rimando: “Perche’ non organizziamo un rally ?” – “d’accordo, per me va bene, ti aspetto la prossima settimana, facciamo una ricognizione ed anche un sorvolo in elicottero” !
Non so come andrà a finire questa storia, di sicuro ho assistito in prima persona al progetto di una gara ideata da Munari e Benelli. Roba per palati fini. Certo se mi avessero detto che un giorno avrei assistito a tutto cio’…………………..
Nel mezzo a questa discussione l’ultima chicca: con circospezione si avvicinano al nostro tavolo due ragazzi sui quindici anni:
“scusi lei e’ Sandro Munari” – “si” – “ci può fare un autografo ?” – “certo, pero’ prima ci facciamo una foto, chi ha una fotocamera ?…….”
i due giovani increduli ed emozionati si mettono al fianco del loro campione e sono immortalati.
Domanda: ma dove erano loro quando Sandro correva ? di sicuro non in questo mondo ! evidentemente qualcuno ha pensato bene di trasmettere loro la storia del pilota che con le sue gesta indelebili ha attraversato ed attraverserà le generazioni di appassionati di automobilismo sportivo, questo e’ il “Drago”.

Colgo l’occasione infine per ringraziare di cuore l’amico Andrea Marsili Libelli per l’ultimo lavoro editoriale sulla storia del Mugello, una vera e propria testimonianza di alta cultura motoristica arricchita da una certosina ricerca documentale e fotografica oltre alla testimonianza dei veri protagonisti, che ha voluto regalare a tutti noi appassionati, quello che e’ stato e rimmarrà il più affascinante ed emozionante circuito stradale.

Tiziano Cherubini

Parata Mugello Storico 2009 ultima modifica: 2018-05-09T11:33:36+00:00 da Ruote Classiche Prato

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